Tracciamento: controllare eventi e qualità dei dati: Annota per ogni evento: attivazione, origine, ID, data, valore, valuta e responsabile.; Per l'evento search, search_term è obbligatorio; per login, method è facoltativo.; ISO/IEC 25012: accuratezza, coerenza, completezza, attualità; soglie con ISO/IEC 25024.
Immagine: Pubblicità Digitale

Misurazione

Tracciamento e qualità dei dati

Come controllare definizione degli eventi, identificativi, importi, preferenze di consenso ed esiti prima di usare i dati delle campagne.

Un dato di tracciamento è utile quando sapete quale azione rappresenta, come viene raccolto e se può sostenere la decisione prevista. Partite da un evento concreto e seguitelo dal sito al sistema che ne conferma l’esito. Un totale plausibile nel report non dimostra che ogni passaggio sia corretto.

Definire che cosa conta l’evento

Per ogni azione importante, scrivete quando deve essere registrata. «Acquisto» può indicare l’ordine inviato, il pagamento autorizzato o la vendita confermata: scegliete un passaggio e chiamate gli altri con nomi distinti. Per un modulo, separate l’invio riuscito dalla successiva valutazione commerciale del contatto.

Annotate nome dell’evento, condizione di attivazione, sistema di origine, identificativo dell’azione, data, eventuali valore e valuta e persona responsabile del controllo. Indicate anche i casi che non devono attivarlo. La sola apertura di una pagina di conferma, per esempio, può ripetersi dopo un aggiornamento della pagina.

Domanda / Segnale da indagare

L’evento rappresenta l’azione scelta?
Parte prima della conferma prevista.
L’identificativo distingue le azioni?
Due ordini condividono lo stesso ID.
Il valore segue una definizione costante?
Importi con basi diverse hanno lo stesso nome.
I tag rispettano le preferenze correnti?
Un invio interessato prosegue dopo una revoca.
L’esito è collegabile?
Un ordine annullato appare ancora come vendita confermata.

Domande per verificare la qualità di un evento

  • L'evento rappresenta l'azione scelta?Parte prima della conferma prevista.
  • L'identificativo distingue le azioni?Due ordini condividono lo stesso ID.
  • Il valore segue una definizione costante?Importi con basi diverse hanno lo stesso nome.
  • I tag rispettano le preferenze correnti?Un invio interessato prosegue dopo una revoca.
  • L'esito è collegabile?Un ordine annullato appare ancora come vendita confermata.

Distinguere gli eventi automatici da quelli configurati

Google Analytics invia automaticamente alcuni tipi di eventi; altri eventi consigliati sono facoltativi e richiedono una configurazione prima di poter essere misurati. Nel controllo, quindi, distinguete un evento assente perché non previsto automaticamente da uno che dovrebbe essere stato configurato ma non arriva.

Verificate anche i parametri previsti per ciascun evento. Per l’evento search, Google indica search_term come parametro obbligatorio; per login, method è facoltativo. Un nome evento corretto, da solo, non basta a dimostrare che il dato sia completo rispetto alla definizione scelta.

Usate la documentazione dell’evento come criterio per controllare nomi e campi inviati, senza confondere i parametri facoltativi con quelli necessari alla vostra analisi. Registrate quali campi sono attesi nel caso concreto e controllate che siano comprensibili e coerenti con l’azione rappresentata.

Eventi automatici e eventi configurati in Google Analytics

Eventi automatici
Google Analytics li invia automaticamente.
Eventi configurati
Eventi consigliati facoltativi: richiedono una configurazione prima della misurazione.

Seguire il percorso

Preparate casi di prova per un’azione completata, una interrotta e, se pertinente, una pagina ricaricata. Per ogni caso, controllate se i tag previsti si attivano. Affiancate questo controllo alla verifica del dato ricevuto dalla destinazione e del record aziendale: ogni sistema può applicare proprie regole di conteggio.

Per gli acquisti, controllate che l’identificativo previsto sia presente e coerente con l’azione; per la gestione dei duplicati, consultate la documentazione specifica delle piattaforme.

Percorso di controllo per un evento

  1. Preparare casi di provaAzione completata, azione interrotta e, se pertinente, pagina ricaricata.
  2. Verificare l'attivazione dei tagControllare se i tag previsti si attivano per ogni caso.
  3. Controllare il dato ricevutoVerificare cosa arriva alla destinazione e con quali regole di conteggio.
  4. Confrontare con il record aziendaleConfrontare il dato della destinazione con il record aziendale.

Controllare importi e preferenze

Quando un evento porta un importo, precisate che cosa include e quale valuta rappresenta. Verificate che i campi trasmessi corrispondano alla definizione adottata e annotate la base del confronto prima di interpretare uno scarto.

Per un sito rivolto all’Italia, verificate le scelte relative ai cookie e agli altri strumenti di tracciamento che richiedono consenso, tenendo conto delle Linee guida del Garante in materia. Google Consent Mode regola il comportamento dei tag Google e degli SDK che lo supportano secondo gli stati comunicati; verificate separatamente gli altri strumenti del sito. Controllate prima visita, modifica della scelta e pagina successiva.

Registrare l’esito del controllo

Per ogni errore conservate un esempio dell’azione, il valore atteso, quello osservato, la correzione e l’esito di una nuova verifica. Segnalate nei report i periodi con dati difettosi. Concludete indicando se l’evento è utilizzabile per la decisione prevista, se richiede una correzione o se può essere letto solo come indicatore provvisorio.

Nel registro dei controlli, affiancate all’esempio osservato la caratteristica verificata e il criterio di accettazione adottato. Se il controllo riguarda la completezza, specificate quali campi erano attesi; se riguarda l’attualità, indicate quale aggiornamento era necessario per la decisione.

Conservate inoltre la versione della definizione dell’evento applicata al controllo. Se la condizione di attivazione o i parametri attesi cambiano, distinguete gli esiti raccolti con regole diverse: altrimenti un miglioramento o un peggioramento apparente può dipendere solo dalla modifica del criterio.

Cosa conservare nel registro dei controlli

  • Esempio dell'azioneConservare un caso concreto osservato.
  • Valore attesoAnnotare il valore previsto dalla definizione.
  • Valore osservatoAnnotare il valore effettivamente rilevato.
  • Correzione applicataDocumentare la correzione effettuata.
  • Esito della nuova verificaRegistrare l'esito del controllo successivo.
  • Versione della definizione dell'eventoIndicare la versione applicata al controllo.

Applicare criteri di qualità misurabili

Per rendere il controllo ripetibile, definite criteri osservabili invece di limitarvi a giudizi come «dato buono». Le Linee guida Open Data richiamano lo standard ISO/IEC 25012:2008, recepito come UNI ISO/IEC 25012:2014, che descrive caratteristiche per valutare la qualità dei dati.

Tra queste, accuratezza significa che il dato rappresenta correttamente l’evento; coerenza che non contraddice gli altri dati pertinenti; completezza che comprende i valori attesi; attualità che è aggiornato nel momento utile. Questi criteri aiutano a separare errori di significato, campi mancanti e ritardi di aggiornamento.

AgID raccomanda, nell’ambito delle Linee guida citate, di considerare almeno accuratezza, coerenza, completezza e attualità. Per misurarle, il documento rimanda allo standard ISO/IEC 25024 e suggerisce di individuare misure e soglie che distinguano i dati accettabili da quelli da correggere.

Applicate soglie proporzionate alla decisione che il dato deve sostenere e annotate il periodo a cui si riferiscono. Una misura ha valore operativo se indica quale caratteristica è stata verificata, con quale criterio e quale esito comporta; così controlli successivi possono essere confrontati senza cambiare definizione a posteriori.

Criteri di qualità misurabili secondo le Linee guida Open Data

  • AccuratezzaIl dato rappresenta correttamente l'evento.
  • CoerenzaNon contraddice gli altri dati pertinenti.
  • CompletezzaComprende i valori attesi.
  • AttualitàÈ aggiornato nel momento utile.

In questa guida

  1. Verificare eventi duplicatiCome distinguere invii ripetuti, ID riutilizzati e regole di conteggio prima di correggere gli eventi duplicati.
  2. Controllare valuta e valore delle conversioniCome verificare l’importo e la valuta trasmessi per una conversione e interpretare le differenze tra ordine, tag e report.
  3. Gestire modifiche alle preferenze di consensoCome verificare che una modifica o revoca aggiorni lo stato dei tag e sia rispettata nelle pagine successive.
  4. Riconciliare conversioni online e risultati commercialiCome collegare singoli eventi a ordini e contatti, seguire gli stati commerciali e gestire i record senza corrispondenza.

Altro su Misurazione